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Lifestyle

    Il burro di mele

    3 ottobre 2018

    Qualche tempo fa ho pubblicato su Instagram e Facebook una fotografia del burro di mele che avevo preparato per Jacopo, ho pensato che potrebbe essere una ricetta adatta al periodo. Premetto che non è una mia ricetta e che l’ho presa da Cristina di Good Food Lab, uno dei miei miti in fatto di ricette e ecologia – quindi vi consiglierei vivamente di seguirla.

    Qui il suo post sulla ricetta (per correttezza di cronaca).

    Non sono proprio esperta di sottovuoto etc etc quindi non ho sterilizzato i vasetti per conservarlo, ma lo faccio ogni tanto e la consumiamo subito sulle fette biscottate o anche direttamente cucchiaio e vasetto, quindi vi suggerirei nel caso di dimezzare le quantità.

    Io ho fatto alcune piccole variazioni con metà pere e metà mele, senza zucchero.

    Ingredienti (per due vasetti da 220 ml)
    6 mele, pulite e sbucciate circa 850 gr, io o fatto anche metà mele e metà pere
    50 gr di zucchero, opzionale
    il succo di 1/2 limone e la sua scorza
    1 bacca di vaniglia

    Qui dopo averlo cotto e frullato

    La colazione col burro di mele

    Procedimento
    Sbucciate e ripulite le mele, tagliatele a pezzetti e mettetele in una pentola capiente.
    Aggiungete il succo di limone, la scorza intera (come consigliato da Cristina io ho usato il pelapatate) così poi sarà più facile estrarla una volta pronto il burro, lo zucchero e portate a bollore.
    Abbassate il fuoco e cuocete, con un coperchio, per circa un’ora e mezza, mescolando e controllando di tanto in tanto che la frutta non si attacchi: se necessario, aggiungi un cucchiaio di acqua. È necessario cuocere a lungo, finché le mele non sono sciolte, dense e caramellate.
    Togliete la scorza del limone e la bacca di vaniglia, e con un frullatore a immersione, frullate il composto per renderlo più omogeneo e vellutato. Poi continuate la cottura, sempre a fiamma bassissima, per altri 10 minuti, mescolando di frequente.

    Buonissimo!

    Controllate la consistenza: fate raffreddare un un cucchiaino di composto su un piattino. Una volta raggiunto il grado di densità desiderata, mettete il burro di mele ancora caldo nei vasetti sterilizzati, chiudete con il coperchio, capovolgete e fate raffreddare per creare il sottovuoto (ecco questa parte io non la faccio).
    Una volta aperto, conservatelo in frigorifero fino a 2 mesi.

    Ora godetevelo!

    Voi stabilite dei budget?

    25 settembre 2018

    Quando vedo una cosa che mi piace generalmente la compro, internet in questo non mi aiuta per niente, Amazon ha una profilazione di me super definita, ma ultimamente mi sto ponendo delle domande in termini di quantità e qualità degli acquisti che faccio.

    Vorrei iniziare a risparmiare dei soldi e di fondo vorrei essere più conscia di quello che spendo e vorrei riuscire a tagliare quelle spese non necessario, stabilendo un budget mensile per tipologia di acquisto e necessità.
    Ad esempio nel mese di agosto il mio budget è stato finalizzato all’acquisto della nuova bicicletta, ora invece vorrei compare un cappotto per l’inverno.

    Stabilire un budget non significa solamente mettere dei paletti agli acquisti, ma stabilire degli obiettivi e delle priorità, per poi seguire un “piano”.
    Qualche anno fa avevo regalato a mia sorella il Kakebo, Il libro dei conti di casa – il metodo giapponese per imparare a risparmiare (ahhh questi giapponesi ci insegnano sempre un sacco di cose!), mi ricordo che lo aveva utilizzato e che anche l’anno successivo ne aveva acquistato uno, le ho chiesto se le fosse effettivamente servito per risparmiare, mi ha detto che in effetti ha imparato un metodo per organizzare i conti di casa, io ho provato ad utilizzarlo, ma onestamente non mi ritrovo molto.

    Immagine presa da Pinterest

    Visto che tanto da qualche parte devo cominciare, ho cercato di elaborare una lista di aree sulle quali lavorare:

    Tracciare entrate ed uscite
    Tendenzialmente ho sempre tracciato le mie spese, con un file di Excel per avere un previsionale di quanto avrei avuto in tasca per spese un po’ più grosse. Voi che metodo utilizzate?

    Dopodiché l’idea è di fare un calcolo delle disponibilità effettive tolte le spese fisse di casa (bollette varie, rata del nido, tasse, spesa settimanale, …) e magari metterlo da parte.

    Risparmiare!
    Dovrei cercare di tagliare alcune spese: ad esempio abbiamo appena cambiato gestore internet, cerchiamo di sfruttare le offerte del supermercato sui prodotti un po’ più costosi (vedi un super sconto sui pannolini per Jacopo per cui ora abbiamo una super scorta).

    Utilizzare ciò che ho finché non è finito il suo ciclo di vita (e già che ci sei buttare via ciò che non è più utilizzabile anche se era un ricordo delle medie – vi ricordate che si può vivere felicemente con meno di 100 oggetti?)

    Non comprare d’impulso!
    Prima di fare un acquisto mi devo chiedere se il tal oggetto mi serva effettivamente, ne avevo già parlato nel post su Remodelista. Anche quando vado al supermercato e penso di aver voglia di fare una torta con la farina di riso invece di quella normale (esperienza di vita vissuta);  o quando decido che da domani farai yoga a casa e quindi mi serve tutto l’occorrente.

    Rivendere ciò che non ci serve più.
    Ho iniziato a rivendere alcune cose che avevamo acquistato per la cura di Jacopo neonato e che ora non ci servono più, devo mettere in vendita la mia bicicletta vecchia e stavo anche pensando di rivendere alcuni vestiti, ma non ne sono certa al 100% (perché forse li darò direttamente in beneficenza).

    Organizzarsi
    Nel mio caso so mai esattamente quando un cliente mi pagherà, quindi tolte tasse e IVA ovviamente, ho stabilito una percentuale da destinare alle diverse spese, tutto ciò che avanza (sono un’eterna ottimista) o che non viene destinato ad acquisti più “sostanziosi” andrà nei miei piani di risparmio, anche se manterrò una percentuale fissa.

    Insomma, com’è come non è, devo mettermi d’impegno e applicare le regole qui sopra.

    Ora tocca a voi raccontarmi come fate, si sa mai che abbiate l’idea che fa per me!

    Mamme con la partita iva

    4 settembre 2018

    Recentemente ho letto “Mamme con la partita iva” di Valentina Simeoni (edizioni Sonzogno). Non è un libro (l’ennesimo) su come prepararsi al parto, sull’allattamento, lo svezzamento e la crescita del pupo, ma un libro su come conciliare il lavoro da libera professionista e la maternità, dalla scoperta della gravidanza in poi. Perché di tutele per noi Partite Iva non è che ce ne siano molte… e, onestamente, se ne parla veramente di rado.

    La copertina del libro

    È un buon libro, interessante e utile, che parla di qualcosa che tocca la vita di molte persone. Senza cadere nello status di saggio noioso, anzi suo malgrado (o malgrado la situazione) Valentina Simeoni riesce a parlare in modo decisamente ironico delle difficoltà del conciliare lavoro e maternità, senza troppi fronzoli e con tante storie nelle quale immedesimarsi.

    Il libro parte dall’esperienza dell’autrice lavoratrice autonoma dal 2012, partita Iva dal 2013, mamma dal 2016. Attraverso le esperienze di altre donne/future mamme/mamme parla delle difficoltà burocratiche. Quindi passa alla fase cruciale: è nato/a e ora? Quella dove si avrebbe diritto a un riposo assoluto… Io ad esempio ho risposto a delle email di lavoro anche il giorno che ho partorito (sì, sono pazza).

    Quando parlo con le persone della mia esperienza, mi sento dire spesso che sono fortunata perché ho potuto scegliere di stare a casa con Jacopo fino ai suoi 13 mesi (sta iniziando ora il nido). Sinceramente, non mi sono sentita molto fortunata e nemmeno lo ho scelto più di tanto. Ho pianto, tantissimo, per via degli ormoni, per via della situazione, per via della solitudine nella quale vieni lasciata.

    La mia esperienza è andata avanti tra alti e bassi. La gravidanza è stata fortunatamente bellissima, dal secondo trimestre in poi: durante il primo trimestre l’unica cosa che riuscivo a trattenere erano il tea con gli Oro Saiwa – che ora non riesco più a vedere.

    Io e JJ il 6 ottobre 2017

    Dopo quel periodo da gennaio a luglio 2017 sono stata benissimo e ho potuto lavorare senza intoppi. Jacopo è nato il 21 luglio 2017 (una settimana prima del termine) e io ho smesso di lavorare circa 10 giorni prima. Per le questioni burocratiche mi sono rivolta a 2 patronati diversi, perché non tutti sono avvezzi con le gestioni separate, sono andata 2 volte all’INPS, di cui una con Jacopo in fasce etc etc.

    Io e Andrea non abbiamo molto supporto dai nonni per vari motivi e quindi ci siamo abituati ad arrangiarci, fino ad oggi io ho lavorato mentre Jacopo dormiva, pisolino pomeridiano e sera tutti i giorni della settimana. È stato un anno difficile, è vero, ho perso dei clienti. Mi sono chiesta mille volte come sarebbe andata se non avessi dichiarato apertamente la mia maternità ai miei committenti, non lo so e non lo saprò mai.

    In fin dei conti è andata come è andata, Jacopo sta dormendo nella sua cameretta e io sono davanti al computer, con una tazza di caffè e la voglia di lavorare, perché nonostante tutte le difficoltà amo il mio lavoro.

    P.S. Potete seguire le presentazioni del libro e vari aggiornamenti sulla pagina Facebook ad esso dedicata.

    Un libro che tutti dovremmo avere

    23 agosto 2018

    Non c’è niente di meglio che un libro per mostrarti come organizzare al meglio la casa, specialmente se le immagini che lo costituiscono sono bellissime.
    Il libro di cui sto parlando è Remodelista, the organized home di Julie Carlson e Margot Guralnick.
    Fa tutto parte del progetto che sto portando avanti per riorganizzare la casa in modo più razionale ed eliminare il superfluo (o forse sarebbe meglio dire l’inutile). Vorrei anche riuscire a fare degli acquisti più mirati e sostenibili.

    Il manifesto

    Già dalle prima pagine si capisce chiaramente l’intento del libro: le autrici credono che per vivere meglio serva organizzazione. Ecco quindi un manifesto che esplicita e semplifica in 8 punti le regole da seguire per raggiungere l’obiettivo:
    01. Compra meno (e meglio) – Resisti agli acquisti impulsivi. Anteponi la qualità alla convenienza
    02. Dona ciò che non usi – Inclusi regali non apprezzati.
    03. Fai acquisti nella tua stessa casa – Possiedi molti degli oggetti che ti servono per iniziare ad organizzare.
    04. Ruba le idee dagli eroi dell’organizzazione – Osserva come organizzano in maniera semplice nei negozi.
    05. Elimina la plastica – Cerca di utilizzare prodotti fatti con materiali sostenibili. Aiuterai il pianeta e generalmente stancano meno
    06. Sappi ciò che hai – Un magazzino di oggetti non è necessariamente una cosa buona. Siamo condizionati dall’avere sempre qualcosa di nuovo, ma spesso perdiamo le tracce di ciò che abbiamo già.
    07. Stabilisci delle abitudini per semplificarti la vita – Metti le chiavi sempre nello stesso posto, rifai il letto ogni mattina etc etc.
    08. Rilassati e sentiti a casa – Le stanze devono essere vissute, quindi non forzare l’organizzazione di ogni stanza

    L’ingresso e la cucina

    Di fatto il libro passa in rassegna più o meno tutte le zone della casa e suggerisce diverse soluzioni di organizzazione. La maggior parte degli oggetti di uso quotidiano vengono appesi, in modo che sia facile prenderli, ma anche riposizionarli una volta finita la giornata, questo vale per zaini, borse e giacche, ma anche per scope e calzascarpe. Penso che in effetti lo spazio che nella mia casa richiederebbe una maggior attenzione sia lo sgabuzzino, allo stato attuale è pieno di scatole di dimensioni diverse, di prodotti per la pulizia della casa, un vero caos.
    Un altro suggerimento che le autrici danno è di mettere le varie cose che si posseggono in scatole di metallo a rete (anche se magari sono già in un armadio), in questo modo resteranno più facilmente in ordine e saranno anche più riconoscibili.

    Quali oggetti?

    Oltre a delle idee alle quali non avevo mai pensato e che credo metterò i pratica, c’è una sezione di Remodelista dedicata ai prodotti che sono stati utilizzati per le fotografie, sono tutti bellissimi e piuttosto semplici. Mi piace molto questo approccio naturale e pulito nella selezione degli oggetti, una buona parte viene dal catalogo Ikea, quindi non sono necessariamente costosissimi, anzi.
    In sostanza le parole chiave sono ridurre per soluzioni più etiche e di qualità – possiamo dire che sta diventando il mio “mantra” ultimamente (vedi anche il post sul minimalismo).

    Vi lascio anche il link al blog Remodelista, perchè non è solo un libro. Penso che sia un ottimo strumento per prendere ispirazione.

    La mia signorina

    14 agosto 2018

    Non uso la bicicletta da quasi 2 anni, durante la gravidanza non mi era permesso e fino a poco fa non credo fosse legale portare JJ. Ovviamente le esigenze della famiglia ora sono cambiate e quindi anche la bicicletta. La mia vecchia bici, che metterò in vendita a breve, è una city bike da uomo con i freni a bacchetta, che non sono compatibili con un seggiolino per via degli agganci che devono necessariamente essere fissati dove ci sono le bacchette dei freni .
    Mi dispiace molto lasciarla, perché mi ha trasportata negli ultimi 8 anni in tutta la città, compresa città alta (e non ha i cambi!), ma dopo lunghe ricerche ho trovato una degna sostituta.

    Una signora della provincia di Milano ha deciso di vendere ad un ottimo prezzo una Bianchi Rondine anni ’80 telaio tipo mixte e ieri mattina siamo andati a prenderla, ha bisogno di un po’ di manutenzione, ma con il tempo e con l’amore diventerà bellissima, diventerà la mia signorina.

    Prima di trovarla avevo valutato diverse possibilità con prezzi variabilissimi e le mie preferite erano ovviamente superavano di gran lunga il budget che avevo stabilito.
    Tra le mie necessità innanzi tutto la leggerezza, una linea dinamica – spesso le biciclette da donna sono un po’ goffe – e un’aria un po’ vintage.


    Questa Creme Caferacer Uno gialla sarebbe fantastica, perché il colore è bellissimo, si vede bene e non ce ne sono in giro molte, forse sarebbe anche meno rubabile (ne siamo sicuri?). È davvero elegante e i parafanghi cromati abbinati alle ruote chiare la rendono davvero super.


    Anche la Ortler Bricktown, è super stilosa! Ha una bella linea, un po’ vintage e ricorda la mia vecchia S.Cesare – ovvero la mia vecchia bici, ma costa decisamente troppo per le mie finanze.


    Public è un brand di San Francisco che si ispira alle biciclette olandesi, gli abbinamenti di colore di questa sono molto belli. Eh sì, non ne so molto di questioni tecniche, quindi a colpirmi sono prevalentemente la forma della canna (mi raccomando, quella che si biforca sul tubo verticale ovvero mixte) e i colori.


    Ultima ma non per importanza Ladies Esprit 7-Speed, anche questo un modello di ispirazione vintage, anche se questa volendo ha una linea un po’ più maschile.

    Ok ora devo pensare a come sistemare la Bianchi…

    Minimalismo

    28 luglio 2018

    Un tema che mi sta appassionando moltissimo in questo periodo è quello del minimalismo e del decluttering, chi mi segue su Instagram sa ho iniziato e poi abbandonato una sorta di dieta secondo la quale ogni giorno elimini ciò che non usi da mesi etc etc (declutter).
    Più in là magari condividerò un pdf con un calendario abbastanza ottimizzato per fare il fantomatico repulisti di casa, altro che pulizie di primavera! Ma prima di condividervelo devo capire se sia meglio un calendario o una lista.

    Ma torniamo al minimalismo.
    Direi che si tratta di un vero e proprio stile di vita, senza grossi compromessi, se non lo avete visto e non sapete cosa guardare sta sera, su Netflix c’è un documentario dal titolo Minimalism, appunto. Secondo Ryan e Joshua, i due autori, si può vivere felicemente con meno di 100 oggetti. Si tratta chiaramente di una provocazione, ma forse al giorno d’oggi aspirare ad una riduzione degli oggetti posseduti potrebbe fare bene alla nostra salute mentale, ai nostri portafogli, al nostro ambiente e anche chi fa le pulizie in casa.

    L’idea mi affascina, anche se la trovo poco percorribile in maniera così radicale dalla mia famiglia, io e Andrea siamo degli accumulatori, e non credo una casa vuota e priva di colori (ma soprattutto ordinatissima) ci possa rappresentare. Anche se personalmente le adoro, ma non sono sicura che ci potrei vivere

    Dal mio punto di vista la domanda che ci si deve porre prima di iniziare ad eliminare sacchi di vestiti e elettrodomestici è: chi voglio essere, quale immagine voglio avere di me stesso?
    Se voi avete già la risposta allora potete iniziare il viaggio che vi porterà attraverso la fase dell’eliminazione del superfluo (con il metodo Marie Kondo ovviamente), ma anche della selezione degli oggetti che vi circonderanno, perché una volta entrati nel mondo del minimalismo non ci si potrà più permettere di comprare qualcosa di scarsa qualità o per noia, il rischio sarebbe altrimenti di ritrovarsi nel giro di breve tempo al punto iniziale.

    Vi lascio alcuni link/titoli che potrebbero essere d’ispirazione:
    Fai spazio nella tua vita. Come trovare la felicità con l’arte dell’essenziale di Fumio Sasaki
    Less: A Visual Guide to Minimalism di Rachel Aust, per chi come me ha piacere a vedere qualcosa ben impaginato – deformazione professionale.
    My Minimalist Wardrobe un video YouTube che sintetizza come gestire il guardaroba
    Matt Davella, il regista di Minimalism, che dopo il documentario Minimalism si è appassionato al tema
    6 Popular Decluttering Methods for Minimalism, per chi volesse iniziare

    Se decidete di iniziare a vivere Minimal ditemelo, sono curiosa di leggere le vostre esperienze.