The house that Saul built

5 agosto 2018

Se cercate su Instagram l’hastag #thehousethatsaulbuilt troverete una marea di immagini della casa che vorrei, la vorrei fortemente, perché secondo me è semplicemente perfetta.

La villetta si trova a Portland è in stile Midcentury modern, è stata progettata dall’architetto Saul Zaik nel 1956 ed ha anche un nome: Feldman House.




Quando i due attuali proprietari (Ty e Kelly Milford) l’hanno trovata, una successione di alterazioni del passato aveva rovinato il suo progetto originale: il tetto era a due spioventi e c’erano pareti vetrate a tutta parete, la cucina era stata rialzata rispetto ai piani adiacenti e i soffitti del bagno erano più alti che nella camera da letto principale.




La designer di interni Jessica Helgerson, ha riportato la casa ai vecchi splendori attraverso una fusione tra gli spazi interni, accoglienti ma ampi, e quelli esterni esterni, con l’obiettivo di farla risultare così come Saul Zaik l’aveva progettata.
L’architetto, ancora in vita, ha potuto visitare la casa in fase di ristrutturazione e ha spiegato come fosse stata progettata: “La mia generazione di architetti eravamo tutti veterani della seconda guerra mondiale, e volevamo cambiare l’idea di architettura. Stavamo solo costruendo scatole con un sacco di finestre, ma sperimentando per integrare spazi interni ed esterni”. In effetti, la casa dei Milfords ha sette aperture verso l’esterno, che consentono diverse impostazioni del cortile per una serie di attività all’aperto: tavoli e posti a sedere sul lato della strada, una vasca idromassaggio sul retro e, fuori dalle stanze dei bambini, un set per altalena integrato in una trave portante.



Quando si è trattato di iniziare i lavori, alla famiglia Milford sono stati presentati tre piani di progettazione, la scelta è andata verso “il progetto più significativamente diverso”.
Sono stati sostituiti gli scaffali in legno che erano stati rimossi dalla parete del soggiorno, sono state aggiunte nuove finestre e è stata revisionata la cucina con nuovi mobili in betulla.

Mentre la famiglia sovrintendeva ai progressi, Jessica Helgerson studiò i piccoli dettagli che caratterizzavano il lavoro di Zaik: l’uso dell’ottone e il modo in cui i suoi stipiti delle porte si arrampicavano oltre le porte, per incontrare un pannello e altri dettagli che hanno reso tutto il progetto uniforme e omogeneo.

Dalle immagini potete vedere quanto sia  bella e ben arredata. Valore aggiunto non indifferente: tutto è posizionato per sfruttare al meglio ogni angolo: pezzi classici del design sono abbinati al legno e la casa è molto luminosa e moderna, nonostante i suoi 60 anni.

È la casa che vorrei!

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